Associazione Culturale Amaltea

Cos’è l’associazione Amaltea

L’ Associazione Culturale Amaltea si è costituita nel 2002, grazie a un gruppo di persone che già operavano nella città di Prato dal 1997, con l’intento di promuovere la diffusione e la pratica della pedagogia steineriana, dando vita fin da subito al Gruppo Giochi per bambini dai tre fino ai sette anni. A partire dal 2007, è stato dato inizio anche alla proposta didattica per bambini in età scolare in accordo con un percorso di educazione parentale previsto dalle norme vigenti. Inoltre, dallo qualche anno, l’attività didattica, sempre in educazione parentale, viene organizzata anche per il triennio corrispondente alla scuola secondaria di primo grado. Il riconoscimento della preparazione degli allievi avviene in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Filippino Lippi di Prato, che alla fine dell’anno scolastico certifica il livello di preparazione raggiunto dagli allievi tramite il sostenimento di un esame. Da settembre 2014 la sede della associazione Amaltea si trova presso Villa Valaperti.

Cos’è il metodo Walford?

Il movimento pedagogico steineriano ha avuto inizio con la fondazione della prima scuola Waldorf, avvenuta a Stoccarda nel 1919 per iniziativa dell’industriale Emil Molt, proprietario della fabbrica di sigarette Waldorf Astoria. Era da poco finita la prima guerra mondiale e stava iniziando un’epoca nuova; Molt, desideroso di realizzare una scuola di tipo nuovo per i figli dei suoi dipendenti, si rivolse a Rudolf Steiner che accettò l’incarico ed organizzò l’intera scuola. La prima scuola italiana nasce a Milano nel 1949, all’indomani della seconda guerra mondiale ed è tutt’oggi operativa. Oggi le scuole steineriane di tutto il mondo sono più di duemila.

“Una vita sociale sana si trova soltanto, quando nello specchio di ogni animala comunità intera trova il suo riflesso, e quando nella comunità intera le virtù di ognuno vivono.”

RUDOLF STEINER

 

“Procurati  di calma interiore e in questi momenti impara a distinguere l’essenziale dal non essenziale.”

RUDOLF STEINER